martedì 27 novembre 2018

La "mia" tassonomia degli occhiali

ecco qua sotto riportata una tassonomia personale sugli occhiali...

in maniera più o meno fantasiosa possiamo tassonomizzare gli occhiali nel seguente modo:
-occhiali da vista
-occhiali protettivi 
-occhiali 3D
-occhiali a infrarossi
-occhiali per la visione termica
-occhiali per non vedenti
-occhiali per aumentare l'intelligenza
-occhiali sperimentali 
-occhiali per germirli tutti 
-occhiali senza lenti 
-occhiali da sole 
-occhiali da notte
-occhiali da pasto 
-occhiali da pasta!
-occhiali non citati in questa tassonomia
...

potrei continuare all'infinito ma vi risparmio la sofferenza concludendo qua ;)


Gli occhiali fantascientifici

In Matrix, famoso film di fantascienza del 1999, scritto e diretto dai fratelli Andy e Larry Whowski, gli occhiali hanno avuto un ruolo cruciale tanto da diventare il simbolo di questa pellicola cinematografica.


Gli occhiali nei simboli e nell'emblematica



Numerosi sono i loghi in cui è possibile individuare la raffigurazione degli occhiali, uno di questi è quello dei Google glasses, occhiali "smart" che permettono la ricezioni di informazioni su un terminale diverso dal telefono un modo da avere le mani libere da ogni ingombro e vengono comandati vocalmente.






Brevi cenni sulla storia del design degli occhiali




Gli occhiali sono nati come la grande maggioranza degli oggetti con una funzione "pratica". Dal 13° secolo nella città di venezia (l'unica all'epoca che poteva produrre il vetro per le lenti). Gli occhiali iniziarono ad essere prodotti con del vetro colorato rendendo essi "estetici" oltre che "funzionali". Da quel periodo iniziarono ad essere considerati anche i canoni estetici dell'oggetto e iniziò ad evolversi il design stesso dell'oggetto, fino ad arrivare ai giorni d'oggi  sito.

Numeri e occhiali



2 il numero delle lenti.
88 il numero della parola occhiali nella smorfia napoletana.
24 il numero di un sito di divulgazione sugli occhiali Occhiali24.
10/10 è il numero che rende inutili gli occhiali.


lunedì 26 novembre 2018

proverbio sugli occhiali

Ecco un proverbio sugli occhiali da vista:

La vista non si cura con gli occhiali.
A naso tagliato non bisognano occhiali.

lunedì 12 novembre 2018

Propaganda occhiali da lettura a basso costo

Lo spot, firmato stv DDB, vede protagonista Mara Maionchi, scelta come ambasciatrice delle due catene di ottica proprio per rafforzare il rapporto di fiducia con il grande pubblico
Les mer på https://www.engage.it/campagne/mara-maionchi-da-consigli-mai-visti-nel-nuovo-spot-di-avanzi-e-optissimo/64314#mCtrKr4632XvzSoB.99
In questo post vi propongo lo spot pubblicitario creato dall'ottica Optimissima in collaborazione con l'ottica Avanzi per sponsorizzare i loro nuovi occhiali da vista economici nel marzo 2016. Ecco il video.


Lo spot, firmato stv DDB, vede protagonista Mara Maionchi, scelta come ambasciatrice delle due catene di ottica proprio per rafforzare il rapporto di fiducia con il grande pubblico.
Les mer på https://www.engage.it/campagne/mara-maionchi-da-consigli-mai-visti-nel-nuovo-spot-di-avanzi-e-optissimo/64314#mCtrKr4632XvzSoB.99
Lo spot, firmato stv DDB, vede protagonista Mara Maionchi, scelta come ambasciatrice delle due catene di ottica proprio per rafforzare il rapporto di fiducia con il grande pubblico
Les mer på https://www.engage.it/campagne/mara-maionchi-da-consigli-mai-visti-nel-nuovo-spot-di-avanzi-e-optissimo/64314#mCtrKr4632XvzSoB.99
Lo spot, firmato stv DDB, vede protagonista Mara Maionchi, scelta come ambasciatrice delle due catene di ottica proprio per rafforzare il rapporto di fiducia con il grande pubblico
Les mer på https://www.engage.it/campagne/mara-maionchi-da-consigli-mai-visti-nel-nuovo-spot-di-avanzi-e-optissimo/64314#mCtrKr4632XvzSoB.99

Il detective con gli occhiali












Questa immagine (scan) del manga "Detective Conan", scritto e disegnato da Gōshō Aoyama, ritrae il momento nel quale Conan, il protagonista, trova i suoi famosissimi occhiali.

volume 1, capitolo 2, pagina 17,  15 gennaio 1996 (jap).

domenica 4 novembre 2018

Gli occhiali nelle opere letterarie

In questo post vi propongo una poesia di Luigi Pirandello intitolata appunto "Gli occhiali" dalla sua raccolta “Poesie sparse” (1890/1933)

Da La Riviera Ligure, agosto 1905, n. 73.



Avevo un giorno un pajo

d’occhiali verdi; il mondo

vedevo verde e gajo,

e vivevo giocondo.


M’abbatto a un messer tale

dall’aria astratta e trista.

— «Verdi? — mi dice.

Ti sciuperai la vista.


Sú, prendi invece i miei:

vedrai le cose al vero!» —

Li presi. Gli credei.

E vidi tutto nero.


Ristucco in poco d’ora

d’un mondo cosi fatto,

buttai gli occhiali, e allora

non vidi nulla affatto.

Gli occhiali nell'arte



Possiamo trovare molte opere d'arte raffiguranti occhiali. Eccone riportati tre esempi:




Bartolomé Esteban Murillo, Quattro personaggi, (particolare) c. 1655-1660 Olio su tela, 109,9 x 143,5 centimetri. 

La scena scherzosa, come rivela il ragazzo che sorride alla nostra sinistra, si riferisce allo spidocchiamento di un bambino. Dallo stesso disturbo sembra afflitta la giovane donna che si sta togliendo il panno dai capelli e che fa una smorfia, infastidita dal prurito. La nonna o la mamma interviene con sapienza, inforcando gli occhiali che consentono di mettersi minuziosamente all’opera nonostante la presbiopia, legata all’età.






Tomaso da Modena (1325-1379), Quaranta domenicani illustri, Ugo di Provenza (particolare), 1351-1352, affresco della Sala del Capitolo della Chiesa di San Nicolò, Treviso 


L' opera è stata realizzata dall'artista in occasione di un capitolo provinciale dell' ordine dei domenicani che fu ospitato nel 1352. Da notare è la vena narrativa che l'artista riesce qui ad impiegare nel descrivere con una sensibilità da cronachista i tanti diversi oggetti legati ai vari personaggi tra i quali gli occhiali indossati da Ugo di Provenza, una delle prime, celebri immagini di tale oggetto in pittura. 







J. RIBERA detto Lo Spagnoletto, Ritratto di un cavaliere dell’Ordine di Santiago, 1638-1640 ca., olio su tela cm.144 x105, Dallas, Meadows Museum



Appare qui, stagliata su sfondo nero, una figura solitaria che si fa ritrarre in modo inusuale: indossa una golilla e un collare e regge un bastone, elementi che lo identificano rispettivamente come appartenente all’aristocrazia di corte, all’ordine di Santiago (titolo riservato ai soli spagnoli di nascita) e come membro dell’esercito.
Il personaggio porta, inoltre, un paio di occhiali da vista, oggetto che appare raramente in un quadro, soprattutto se si considera che nella prima metà del Seicento (l’opera è stata realizzata tra il 1638 e il 1640) gli occhiali non erano utilizzati per tutta la giornata, ma solo nelle occasioni in cui davvero erano necessari: e ciò a causa della loro scomodità. Il fatto che il nobile del quadro li indossi, lascia ipotizzare che lo stesso fosse affetto da una forte miopia, che rendesse assolutamente indispensabile il ricorso allo scomodo strumento, divenuto elemento identificativo in grado di conferire al soggetto l’acutezza grifagna di un rapace.

Una breve storia dei materiali delle montature


MATERIALI UTILIZZATI PER LE MONTATURE


Gli occhiali a snodo, a perno e ad arco furono i primi ad apparire sulla scena, nella seconda metà del XIII secolo, rimanendo a cavallo del naso (si fa per dire) fino al XVIII secolo. In quasi 500 anni furono declinati in diversi materiali, dal cuoio al ferro, dall’osso al fenone di balena al legno, nella vana speranza di renderli più elastici, robusti e stabili sul naso, oltre che più confortevoli. 



Osso, corno e legno, in genere di bosso, sono comunemente i materiali più usati per la realizzazione delle più antiche montature. Ecco un elenco dei materiali utilizzati per la costruzione e le loro caratteristiche.

ACETATO



Gli occhiali cosiddetti di plastica in realtà sono spesso fatti di acetato di cellulosa. Questo materiale, altrimenti detto viscosa, seta artificiale o rayon, è facile da lavorare, molto durevole e derivato da composti contenuti in alcune piante come il cotone. Le montature di acetato vengono realizzate con lastre di diversi colori fuse termicamente. Tra i suoi numerosi vantaggi, la sovrapposizione di strati diversi consente di ottenere una vasta gamma di nuovi colori e sfumature, una caratteristica particolarmente apprezzata dagli stilisti.

LEGNO


Ultimamente sempre più stilisti di occhiali, come Rolf o Gold & Wood, utilizzano il legno.
Anche marchi come Cartier, Boucheron, Fred e Öga usano questo materiale.
Oltre ad offrire colori e forme originali, le montature di legno sono molto piacevoli al tatto. I legni più usati sono il legno di noce, ciliegio, acero, pero, palissandro e bubinga, un legno africano con una tonalità leggermente violacea. Essendo relativamente fragili, le montature di legno sono un accessorio di lusso da trattare con delicatezza.

CORNO


Si possono trovare montature in corno di bufalo nel segmento di prezzo alto di marchi come Cartier, Fred e Boucheron.
Per la produzione di montature, il corno viene prima ammorbidito con vapore acqueo e poi trasformato in fogli che vengono utilizzati sovrapposti per ottenere maggiore robustezza.
Gli occhiali di corno sono realizzati a mano su misura, perché, una volta finiti, per l’ottico è molto difficile modificarli per adattarli al cliente. I principali vantaggi di questo materiale sono la sua robustezza e leggerezza. Per non alterarsi con l’invecchiamento, queste montature richiedono una cura meticolosa.

FIBRA DI CARBONIO


Senza dubbio la fibra di carbonio è attualmente il materiale più di moda per le montature e, con le sue straordinarie caratteristiche, seduce sempre più stilisti.
10 volte più robusta e il 75% più leggera dell’acciaio, la fibra di carbonio offre dei vantaggi che vanno al di là del semplice piacere. Diversi marchi importanti come Tag Heuer, Exalto, Bellinger e Charmant Z utilizzano la fibra di carbonio per alcune delle proprie montature. L’unico svantaggio è rappresentato dalla scarsa scelta di colori. Sta quindi allo stilista lavorare più sulla forma che sul colore.

OPTYL, O RESINA EPOSSIDICA


L’Optyl è una resina epossidica ipoallergenica. Le montature realizzate con questo materiale sono generalmente trasparenti, ma possono anche essere opache.
I suoi vantaggi principali sono la robustezza, la leggerezza, la non infiammabilità, la durezza e il fatto che, se riscaldato, il materiale riprende la propria forma originaria.
Ciononostante occorre fare attenzione; se si lasciano gli occhiali sul cruscotto dell’auto in una giornata calda, si rischia che tornino alla loro forma originaria, ovvero quella dello stampo utilizzato per produrli. Perderanno quindi l’aggiustamento eseguito dall’ottico.

POLIAMMIDI


Un poliammide è una resina termoplastica, utilizzata pura o in mescola con altre materie plastiche per la fabbricazione di occhiali sportivi, occhiali da sole e antinfortunistici.
SPX è un poliammide utilizzato per le montature di Julbo e Adidas, per nominarne un paio. Le montature di poliammide sono robuste e flessibili e resistenti alla maggior parte dei solventi. D’altro canto hanno la tendenza a contrarsi se esposte ad alte temperature. L’SPX presenta una tolleranza al calore molto migliore rispetto agli altri poliammidi. Sotto il profilo estetico assomiglia molto all’acetato.

TITANIO


Il titanio è un materiale leggero, ipoallergenico , flessibile e robusto e dotato di eccellente resistenza alla corrosione. Per questo trova così tante applicazioni in settori diversi – dalle armi, all’industria biomedica ed aerospaziale, ai telai di bicicletta.
Si usa inoltre per fare occhiali da sole molto sottili, colorati, leggeri, robusti, resistenti agli impatti e relativamente duraturi. Le montature in puro titanio sono particolarmente indicate per le persone con allergia al nichel.
Esistono anche leghe di titanio, come l’ultra-leggero beta titanio, con un contenuto di titanio del 75% .

La storia degli occhiali


Ma qual è la storia degli occhiali? 


Il primo supporto visivo fu inventato circa 700 anni fa e, grazie alla sua diffusione, le persone furono in grado di migliorare la loro vista.




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Maya, Egizi, Cinesi e  Greci furono tutte grandi civiltà che realizzarono incredibili opere. Tuttavia, quando si trattò di salvaguardare la vista che, proprio come oggi, si indeboliva con il passare del tempo, anche i più grandi studiosi si trovarono impotenti.
Basti pensare al grande oratore romano Cicerone che si lamentava di quanto fosse fastidioso per lui essere costretto a farsi leggere i testi dai suoi schiavi. Anche l’imperatore Nerone, a causa di problemi visivi, doveva guardare le battaglie gladiatorie attraverso uno smeraldo. 


Sebbene il filosofo greco Tolomeo (150 d.C. circa) conoscesse le prime leggi della rifrazione della luce, si dovette comunque  aspettare oltre 1000 anni prima che i matematici arabi e l’astronomo Alazen fossero in grado di formulare la legge di rifrazione che fu essenziale per i successivi sviluppi in campo ottico.
Furono però i monaci a sviluppare i primi supporti visivi e, in particolare, quelli italiani crearono le prime lenti dalla forma simile a quella attuale nel XIII secolo. Queste lenti funzionavano come lenti di ingrandimento e, per costruirle, era necessario utilizzare un tipo di quarzo chiamato beryl. 
Solo qualche anno più tardi – nel 1267 – il monaco francescano di Oxford, Roger Bacon, fornì la prova scientifica che le lettere piccole potevano essere ingrandite con lenti che erano state tagliate in un modo specifico.




Gli occhiali di Murano
I laboratori vetrari di Murano a Venezia, che godono ancora oggi di fama in tutto il mondo, possono rivendicare di essere il luogo di nascita degli occhiali. Nel secolo XIII, erano gli unici che avevano la capacità di fabbricare il vetro plasmabile. Gli occhiali prodotti, chiamati supporti di lettura, avevano una lente a base convessa mentre il bordo era fatto di ferro, corno o legno. Essi consentivano ai soggetti presbiti di leggere.




Gli occhiali come status symbol

200 anni più tardi furono fabbricati i primi occhiali simili a quelli moderni. Fu così che gli occhiali da mano furono sostituiti da occhiali da indossare e, naturalmente, solo le persone ricche potevano permettersi quelli realizzati in ferro o in bronzo.

In Spagna, forme di occhiali particolarmente grandi furono considerati uno status symbol. Anche i ponticelli in cuoio entrarono in uso per la prima volta come un modo di rendere il supporto visivo più comodo da indossare. Il problema più grande, a quel tempo, era in realtà la montatura. La montatura dell’occhiale tendeva a scivolare ripetutamente sul naso e in molti casi era talmente pesante che gli utenti trovavano questi occhiali piuttosto scomodi da indossare. 

Per ovviare a questo problema comparvero sul mercato i cosiddetti occhiali bordati di Norimberga nel XVIII secolo. Le persone diedero a essi il nome di “spacca-naso”ma, nonostante ciò, divennero presto un successo, offrendo un livello di comodità nell’essere indossati che fino ad allora era stato considerato impossibile.

Intorno alla fine del XVIII secolo gli occhiali con una singola lente, chiamati monocoli, divennero molto alla moda nell’alta società in Germania e in Inghilterra. I francesi invece preferivano gli occhiali “pince-nez” (pinza-naso). La versione francese aveva il vantaggio che potevano essere tolti velocemente qualora si fosse in compagnia di altri, perché i vicini abitanti della Germania occidentale si imbarazzavano ancora a essere scoperti ad indossare i loro “pinza-naso”.




Gli occhiali oggi

Negli anni 20 del secolo scorso gli occhiali acquistarono il loro aspetto attuale e un disegno anatomicamente perfetto. Oggi gli occhiali possono essere creati in quasi tutte le forme e materiali e le opzioni sono illimitate. Gli occhiali si sono così affermati come il più importante supporto visivo in tutto il mondo e sono anche diventati popolari accessori di moda.