domenica 4 novembre 2018

Gli occhiali nell'arte



Possiamo trovare molte opere d'arte raffiguranti occhiali. Eccone riportati tre esempi:




Bartolomé Esteban Murillo, Quattro personaggi, (particolare) c. 1655-1660 Olio su tela, 109,9 x 143,5 centimetri. 

La scena scherzosa, come rivela il ragazzo che sorride alla nostra sinistra, si riferisce allo spidocchiamento di un bambino. Dallo stesso disturbo sembra afflitta la giovane donna che si sta togliendo il panno dai capelli e che fa una smorfia, infastidita dal prurito. La nonna o la mamma interviene con sapienza, inforcando gli occhiali che consentono di mettersi minuziosamente all’opera nonostante la presbiopia, legata all’età.






Tomaso da Modena (1325-1379), Quaranta domenicani illustri, Ugo di Provenza (particolare), 1351-1352, affresco della Sala del Capitolo della Chiesa di San Nicolò, Treviso 


L' opera è stata realizzata dall'artista in occasione di un capitolo provinciale dell' ordine dei domenicani che fu ospitato nel 1352. Da notare è la vena narrativa che l'artista riesce qui ad impiegare nel descrivere con una sensibilità da cronachista i tanti diversi oggetti legati ai vari personaggi tra i quali gli occhiali indossati da Ugo di Provenza, una delle prime, celebri immagini di tale oggetto in pittura. 







J. RIBERA detto Lo Spagnoletto, Ritratto di un cavaliere dell’Ordine di Santiago, 1638-1640 ca., olio su tela cm.144 x105, Dallas, Meadows Museum



Appare qui, stagliata su sfondo nero, una figura solitaria che si fa ritrarre in modo inusuale: indossa una golilla e un collare e regge un bastone, elementi che lo identificano rispettivamente come appartenente all’aristocrazia di corte, all’ordine di Santiago (titolo riservato ai soli spagnoli di nascita) e come membro dell’esercito.
Il personaggio porta, inoltre, un paio di occhiali da vista, oggetto che appare raramente in un quadro, soprattutto se si considera che nella prima metà del Seicento (l’opera è stata realizzata tra il 1638 e il 1640) gli occhiali non erano utilizzati per tutta la giornata, ma solo nelle occasioni in cui davvero erano necessari: e ciò a causa della loro scomodità. Il fatto che il nobile del quadro li indossi, lascia ipotizzare che lo stesso fosse affetto da una forte miopia, che rendesse assolutamente indispensabile il ricorso allo scomodo strumento, divenuto elemento identificativo in grado di conferire al soggetto l’acutezza grifagna di un rapace.

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